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Il periodo romanico e vandalico

Tombe vandalicheIntorno al 455 D.C., a causa della decadenza dell'impero Romano la Sardegna venne conquistata dai Vandali. Il loro passaggio e' ampiamente documentato dalla presenza di una necropoli rinvenuta recentemente in ottimo stato di conservazione nel colle sul quale è situata l'attuale chiesa di San Geminiano. La necropoli è costituita da alcune tombe camera realizzate con blocchi trachitici squadrati dia notevoli dimensioni con volta a botte chiusa centralmente con lastra a chiave di volta. La scoperta di questa necropoliStele riveste un eccezionale interesse scientifico in quanto rappresenta uno dei pochi esempi di architettura Vandalica in Sardegna. Durante tutto il successivo periodo di dominazione Bizantina la Sardegna rimane alle dipendenze dell' Esarcato Africano. La testimonianza del passaggio dei Bizantini a Samassi non e' facilmente documentabile, gli unici segni di valore estetico sono presenti in alcuni ornamenti architettonici nella chiesa di San Geminiano
Dai primi anni del 700 i Maomettani, approfittando dell'inadeguata protezione Bizantina, iniziarono una serie di scorrerie nelle coste meridionali della Sardegna. I Sardi per difendere i propri beni scampati alle angherie del dominio Bizantino si recano dall'imperatore per stipulare un'alleanza difensiva che porterà alla creazione dei Giudicati. Nello stesso periodo, con il miglioramento dell’economia locale nella zona agricola di Samassi, si creano anche tre villaggi: Santa Lucia, Sant'Anna e Baralla nelle località tuttora conosciute con gli stessi nomi. In seguito essi si spopolarono a causa delle carestie ma esistono tuttora reperti che testimoniano la loro esistenza.





Le notizie storiche qui presentate sono tratte dal volume:
Antonio ZACCHEDDU, “Le pietre dimenticate. Pagine di storia samassese”, di prossima pubblicazione. E’ vietata la riproduzione parziale o integrale non autorizzata.